Abilitare Netflix, Pandora, Hulu in Italia

Monday, July 11th, 2011 - 2 comments

Netflix è quel servizio di delivery di contenuti video che è riuscito prima a far andare in bancarotta Blockbuster con il servizio di spedizione postale dei DVD su abbonamento, e che oggi con i 23 milioni di abbonati nel Nord America arrivando a generare in alcuni momenti un terzo del traffico internet in download di tutti gli USA. Di uno sbarco in Italia ancora non se ne sente parlare (negli ultimi giorni hanno annunciato la copertura di 43 paesi del Centro-Sud America) anche se con Cubovision di Telecom e Chili di Fastweb cominciano a farsi vedere i primi servizi di streaming dedicati al largo consumo quindi i tempi potrebbero iniziare ad essere maturi.

Fino ad oggi un proxy non bastava per raggiungere Netflix dall’Italia e bisognava ricorrere a una VPN, con ovvio deperimento della qualità della banda a meno di voler spendere svariate decine di Euro al mese per un servizio premium. E qui entra in gioco Unblock-Us che con misto tra un DNS e un proxy riesce ad aggirare le limitazioni geografiche. Installarlo è un gioco da ragazzi  e basta cambiare il numero IP del dominio di ricerca o a livello di rete o a livello macchina (il sito è pieno di tutorial per innumerevoli piattaforme, router e dispositivi hardware). Il costo è irrisorio per quello che offre ed è di 5$ (a cui ovviamente vanno aggiunti gli 8$ di Netflix) mentre la qualità è ottima. Con la mia fibra di Fastweb riesco facilmente a raggiungere la qualità HD per i contenuti che lo permettono. Il sito infatti è basato su Silverlight di Microsoft (quindi bye bye Linux) e con un algoritmo adatta il bitrate dello stream alla banda disponibile.

E se funziona Netflix vi assicuro che funzionano tanti altri utili servizi come Pandora, Rdio, BBC Plus, Hulu, Vudu etc. (aspettando che venga lanciato Spotify). Unica difficoltà può essere il sistema di pagamento. Non è possibile infatti utilizzare un account italiano di Paypal,  l’unica soluzione è usare la carta di credito.

World Backup Day

Thursday, March 31st, 2011 - leave a comment

Oggi è il World Backup Day, giorno creato per sensibilizzare gli stolti che non fanno backup dei loro dati, e poi quando bruciano l’hard disk chiamano noi avezzi alle tecnologie digitali chiedendo di fare i riti voodoo per recuperare le foto del mare.

Lì fuori nel mare magnum di internet le soluzioni non mancano, basta sapere dove cercare. Partiamo subito da Dropbox, che ci sostiene ogni giorno sincronizzando tra le nuvole i nostri dati, o la sua versione di Canonical, Ubuntu One, che supporta automaticamente il salvataggio delle opzioni di alcune delle principali applicazioni della distro e degli MP3 scaricati dallo store ufficiale.

Rimanendo su Ubuntu il tool più semplice per la creazione automatica di copie dei file è Déja-vù, che supporta la criptazione dei file e i backup incrementali per minimizzare lo spazio. Una suite più completa e integrata con Nautilus è TimeVault, se invece la linea di comando è la vostra seconda casa rsync è quello che fa per voi.

Gli animali da social network possono fare una copia degli status update con Backupify, che supporta anche Gmail e Flickr. Chi ha un blog WordPress saprà che il database è la cosa più importante, e il plugin sviluppato da Backup Technology ci aiuta a tenere una copia dei dati.

E non dimenticate la 321 rule:

3 copie dei file più importanti, su 2 diversi supporti, di cui 1 offline

Super8: il trailer

Friday, March 11th, 2011 - 1 comment

Finalmente dopo il teaser di quasi un anno fa è uscito un trailer completo per Super 8. Il taglio è decisamente Spielberghiano (Spielberg è tra il produttori), siamo di fronte al nuovo ET?

Ma se l’alieno protagonista è quello che alcuni dicono di aver scoperto nel trailer dello stesso Super 8 mandato in onda durante il Super Bowl, temo che non verrà per fare una telefonata a casa.

Questa, infine, la sinossi del film:

In the summer of 1979, a group of friends in a small Ohio town witness a catastrophic train crash while making a super 8 movie and soon suspect that it was not an accident. Shortly after, unusual disappearances and inexplicable events begin to take place in town, and the local Deputy tries to uncover the truth – something more terrifying than any of them could have imagined.

 

Comprare un ebook in Italia

Tuesday, March 8th, 2011 - 1 comment

Vedo un libro interessante su Amazon. Penso: “Ma vediamo se c’è l’ebook”. Si c’è l’ebook. E sta bene dov’è.

Riassumiamo l’idea che Telecom ha degli ebook:

  • Costano il 25% in più del libro fisico, e non venissero a dire che è colpa dell’IVA
  • Devo craccarli per leggerli sul mio ebook reader
  • Devo dare i miei soldi alla Telecom (lato negativo da non trascurare)

E ci credo che si stanno battendo in Parlamento per rendere illegale un certo tipo di politica commerciale sul prezzo dei libri.

Mai un titolo fu più propizio.

Sony e il braccio armato della legge

Wednesday, March 2nd, 2011 - leave a comment

La vicenda di Sony vs. GeoHotz e compagni è solo l’ultimo capitolo di una lunga, e triste, serie di battaglie legali che il colosso giapponese ha intentato contro i clienti che dovrebbe tenersi più vicini, gli innovatori. Quando si dice avercelo nel DNA.

In un interessantissimo e stra-consigliato articolo di Make Magazine c’è un excursus molto interessante sull’approccio che Sony ha avuto nei confronto di chi si è dedicato, spesso mosso dalla sola passione e interesse intellettuale, all’hacking dei suoi prodotti. Dagli sviluppatori amatoriali di Aibo, il cane robot, a uno dei primi emulatori per PSX, il Bleem, arrivando alla ribellione dopo il tentativo di eliminare la possibilità di far girare Linux sulla PS3, la lista delle vittime è lunga.

Qui arriviamo ai giorni nostri: la denuncia nei confronti di Geo Hotz e il raid in casa di graf_chockolo, alla presenza di un rappresentate Sony, e l’hacker che mette in rete il suo lavoro dopo il sequestro (chi l’avrebbe mai detto che aveva dei backup).

Aggiornamento di ieri è la dichiarazione di Graf, in bilico su quella linea che divide genio e follia ma che rende bene l’idea su cosa muova questi ragazzi:

L’avvocato di Sony mi ha chiesto perché sto facendo tutto questo, perché odio Sony? Lui non può capire perché lo sto facendo, è pagato per fare quello che deve fare. Io no. Persino ora non ho rancore nei confronti di Sony. Odio avere pensieri per la testa, mi tengono lontano dalle cose importanti. Faccio un uso migliore del mio cervello e della mia conoscenza.
Sony hai fallito ancora, avete preso la mia attrezzatura ma la mia mente è ancora libera e non potete controllarla. Avete fallito ancora. Sono solo strumenti, posso ottenerne di nuovi e continuerò il mio reverse engineering dell’HyperVisor e a lavorare per riportare Linux sulla PS3. Se volete che io smetta dovrete uccidermi, perché non posso vivere senza programmare, HV e hacking del kernel Linux. Per provarlo riaprirò immediatamente la mia pagina sul reverse engineering dell’HV e posterò le mie ultime scoperte sull’Update Manager e il lettore Blu-Ray.

Il bug di Gmail e gli account resettati

Monday, February 28th, 2011 - leave a comment

Dilbert.com
Sarà per la proverbiale affidabilità, sarà per l’uso intensivo che ne viene fatto soprattutto da quelli che sono i power user della rete, ma quando succede qualcosa a Gmail la risonanza è sempre a livelli altissimi. Basta ricordare cosa è successo durante gli ultimi downtime.

Oggi invece un bug ha deciso che era giunto il tempo di resettare 150,000 account (circa lo 0.08% degli utenti, questo vuol dire che Gmail ha 190.000.000 di utenti registrati) i cui proprietari si sono visti una casella di posta totalmente vuota appena hanno effettuato il login.

Cosa fare in questi casi? Intonare canti a Chtulhu è la cosa più sensata da fare, e sperare che gli ingegneri di Google abbiano previsto un backup (cosa che pare stia succedendo).  Per evitare di incorrere in problematiche dovute all’invocazione di “The Deep One” non aspettate il prossimo Backup Day e fate un account su Backupify.

Backupify prevede automaticamente il backup settimanale dei principali social network, piattaforme di blogging, email etc (Gmail è tra quelli supportati). Se dovesse succedere qualcosa ai vostri dati loggandoci sul nostro profilo possiamo accedere alla history completa.

L’account gratuito permette il backup di 5 servizi per un totale di 2GB di dati, gli account a pagamento vanno da 5$ al mese per l’upgrade delle caratteristiche principali

 

I am a god

Wednesday, February 23rd, 2011 - leave a comment

Bozze di interfaccia per Google Chrome

Monday, February 21st, 2011 - leave a comment

Basta vedere lo Zeitegest che Google pubblica ogni anno per capire che da un po’ di tempo a questa parte molti degli utenti internet ha difficoltà a capire la differenza tra la barra degli indirizzi e la casellina di ricerca di Google.

Da alcune bozze pubblicate online sembra che l’interfaccia del browser di Mountain View possa cambiare radicalmente nel giro delle prossime release e l’elemento soggetto al cambiamento maggiore è proprio la barra degli indirizzi.

L’idea dell’interfaccia compatta è proprio quella di cestinare la barra degli indirizzi e sostituirla completamente con il widget di ricerca, tutto su una singola linea insieme ai tab e i pulsanti necessari alla navigazione. Che siano i primi passi verso il disuso degli URL e l’integrazione della navigazione semantica?

San Valentino alla Aperture Science

Tuesday, February 15th, 2011 - leave a comment


Fact: Portal è uno dei giochi più geniali degli ultimi anni e io amo la Valve

Think Different

Saturday, February 12th, 2011 - leave a comment

27 anni fa Apple mandò in onda durante il Superbowl del 1984  una di quelle pubblicità che sarebbe entrata nella storia della comunicazione, della tecnologia e, grazie alla regia di Ridley Scott, dellacinematografia.

Oltre 300 milioni di iPod dopo l’azienda del Think Different rappresenta il mainstream e viene presa in giro da Motorola nello spot del Superbowl 2011 dello Xoom, la sua nuova tavoletta (notare come il protagonista stia leggendo sul suo tablet proprio 1984).

Poi viene annunciato il prezzo dello Xoom, 799$, a chiarire ogni dubbio su chi prevarrà tra le due nella guerra dei tablet. Però almeno lo spot è molto carino.